Emanuele Astengo

Artista, ceramista, professore d’arte.

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Nato a Palmaro (Genova) Italia nel 1940.

Dal 1963 al 1966 è responsabile del settore arti visive del Centro di Cooperazione Culturale “Nara Livet” a Genova che opera per forme di decentramento culturale.

Durante questo periodo inizia la sua attività di ceramista (Genova-Albissola) ed espone sue opere presso la Comunità artistica Val Nervia (Apricale San Remo).

Le “Inchiodature” e le “Scritture” corporee sono sviluppate tra Roma e MIlano nel periodo che va dal 1966 agli anni ’70.

Nel 1971 si trasferisce a Roma con studio e forno. Due anni dopo ottiene una borsa di studio dalla British Council: ricerca per studio inedito sull’elemento plastico nella ceramica inglese.

Ottiene il premio Minerva AA.BB. Roma per uno studio sull’anatomia della città, in relazione all’opera di Francesco Somaini.

Nel ’74 consegue il diploma di scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera; nello stesso anno partecipa alla VII Bienale di Gubbio con la presentazione del Ceramic Workshop di Edimburgo “Earth-Images”.

Dal 1974 al 79 esegue sculture sui “Poteri”, “Transiti” e “Decostruzioni”. Progetti ed interventi sull’uso del ceramistico nel campo urbano e ambientale. In particolare: percorso per la comunità esistenziale di Arcevia (Ico Parisi); azione corporea non-oggettuale e di non-intervento estetico (Gubbio ’76); azione concreta di costituzione di fenomeni di partecipazione popolare all’evoluzione della città; Conferenza cittadina “Rapporti tra centro storico e zone di espansione urbanistica” a Gubbio; dossier “Gubbio ’77 una esperienza di base”.

Negli stessi anni nel 1977, a Montefiore, intervento su “Demistificazione sul ruolo dell’artista e della ricerca conforme”, quindi a Roma “stazione sperimentale Pas-Art”. Progetti di ambienti di attivazioni di tutte le percezioni sensoriali. Riuso sensoriale della città. Il Symposium di Bassano è del 1978 con “Segnaletica di allarme periferico”; e nel 1979 a Fagnano Olona “Via P.P.Pasolini Da strada chiusa a piazza aperta”.

Dal 1977 ad oggi si impegna su: ricerche e produzione di opere di investigazione linguistica sulla ceramica di valenza artigianale; opere di investigazione sul linguaggio ed il materiale ceramistico: “Assenza” – “Tornio per tornire immagini” – “Tavole Bassanesi” – “Corpo ceramico” – “Tempestoso portatile” – “Blu laveno” – “Forma prigioniera” ecc…

Nel 1979 partecipa alla Mostra Artigianato a Todi con lo stand “USOART”.

Dal 1979 inizia inoltre a lavorare ad un ciclo di sculture a grande spessore ed anche sul pieno per via di levare sul cotto, con un proprio materiale chiamato Kerlast (K).